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In occasione di Eurobike 2016 è stata annunciata una vera e propria rivoluzione nel campo delle batterie per ebike, destinata a cambiare in modo cruciale l’intero settore e quindi, a cascata, ad avere grande influenza nel mondo delle biciclette elettriche a pedalata assistita.

Questa rivoluzione, passata un pò in sordina nei mezzi di informazione, è cominciata con Panasonic che ha illustrato le sue nuove celle 20700, ma subito dopo è arrivato il ciclone BMZ che ha alzato la posta in gioco con celle 21700 destinate a un uso più ampio e a un impatto ancora più significativo.
Per comprendere la portata di questo cambiamento bisogna prima ripassare alcuni concetti base.

Le batterie delle bici elettriche sono formate da celle collegate fra loro e, nella stragrande maggioranza dei casi, queste celle hanno un formato 18650, ovvero 18mm di diametro e 65 di lunghezza.

Nel tempo sono stati attuati vari miglioramenti di produzione, ma essenzialmente, per quanto si possa provare a impiegarle al meglio e curare al massimo la manutenzione, queste batterie hanno una vita media di 3-4 anni, dopodiché devono essere sostituite.

BMZ è un nome magari poco noto ai più, ma in realtà è il più grande produttore europeo di batterie per ebike (e in generale per vari altri utensili e macchinari) e metterà in commercio nel 2017 un nuovo sistema di batterie elettriche per ebike, denominato 3Tron (Tritron), in grado di innalzare la vita media delle batterie a uno straordinario limite di 12 anni.

Questo traguardo viene raggiunto attraverso vari cambiamenti, fra i quali il principale è il formato delle celle: 21 mm di diametro per una lunghezza di 70 mm. Sono impiegati anche conduttori migliori e ossidi di nichel-manganese-cobalto, per arrivare a questo risultato di grande importanza.

Ma “come” tutto ciò allunga la vita di una batteria?

I punti fondamentali sono due:
  • Questo tipo di cella garantisce, a parità di volume rispetto alle precedenti, una capacità superiore di circa il 60%;
  • Durante la fase di ricarica viene prodotto molto meno calore, con conseguente riduzione dello stress sui materiali interni.

In sostanza, le batterie dotate di queste celle dovranno essere ricaricate meno spesso e quando si ricaricano si usurano di meno, due fattori che combinati producono l’allungamento della vita media fino a 12 anni.

In aggiunta a questi dati positivi segnaliamo anche un peso minore (sempre a parità di volume) e prestazioni più elevate per quanto riguarda gli ampere forniti al motore.

Probabilmente l’impatto di questo cambiamento sarà misurabile solo a partire dal 2018: nel 2017, dopo l’immissione sul mercato, è facile prevedere un interessamento da parte dei nomi più noti nel campo delle batterie per ebike.

Bosch, Brose, Shimano, Yamaha e altri player del settore saranno sicuramente intrigati dalla possibilità di offrire batterie che non solo durano molto di più, ma permettono anche di aumentare sensibilmente l’autonomia per ricarica, ovvero un numero maggiore di chilometri percorsi, ma per avere un flusso significativo di pedelec dotate di questo nuovo sistema occorrerà aspettare ancora un pò.

Siamo però convinti che l’opportunità concreta (visto che stiamo parlando di un sistema già in produzione e non di prove e testi di laboratorio, ancora lontani dall’applicazione) di avere batterie più leggere, potenti e durevoli convincerà gran parte dei produttori di ebike.